Come ottenere il perdono di Dio accostandoci al sacramento della Penitenza

La misericordia di Dio non conosce limiti, ma chi deliberatamente rifiuta di accoglierla attraverso il pentimento, respinge il perdono dei propri peccati e la salvezza offerta dallo Spirito Santo. Un tale indurimento può portare alla impenitenza finale e alla rovina eterna. «Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata» (Mt 12,31). Per un approfondimento leggi il nostro articolo sui sette peccati capitali e le virtù contrapposte.

Il perdono richiede la predisposizione del peccatore e l'assoluzione può essere concessa solo a chi si accosta al sacramento della Penitenza. La penitenza interiore del cristiano può avere espressioni molto varie. La Scrittura e i Padri insistono soprattutto su tre forme: il digiuno, la preghiera, l’elemosina, che esprimono la conversione in rapporto a se stessi, in rapporto a Dio e in rapporto agli altri. Accanto alla purificazione radicale operata dal Battesimo o dal martirio, essi indicano, come mezzo per ottenere il perdono dei peccati, gli sforzi compiuti per riconciliarsi con il prossimo, le lacrime di penitenza, la preoccupazione per la salvezza del prossimo, l’intercessione dei santi e la pratica della carità che « copre una moltitudine di peccati »

«Quelli che si accostano al sacramento della Penitenza ricevono dalla misericordia di Dio il perdono delle offese fatte a lui e insieme si riconciliano con la Chiesa, alla quale hanno inflitto una ferita col peccato e che coopera alla loro conversione con la carità, l’esempio e la preghiera»

La preghiera è il nostro strumento per mantenere saldo il contatto e comunione con Dio, oltre ad andare in Chiesa per pregare potete leggere il nostro articolo su come recitare il rosario, dedicare una preghiera ad un Santo specifico, il vostro preferito, oppure quello più indicato: consultate la pagina "trova il santo che meglio ti può aiutare" e se volete rendere ancora più significativa la vostra preghiera potete accendere una candela virtuale al Santo che avete scelto chiedendone l'intercessione per chiedere protezione a figli e familiari.

« A causa infatti della loro più intima unione con Cristo, i Santi e i beati rinsaldano tutta la Chiesa nella santità [...]. Non cessano di intercedere per noi presso il Padre, offrendo i meriti acquistati in terra mediante Gesù Cristo, unico mediatore tra Dio e gli uomini. [...] La nostra debolezza quindi è molto aiutata dalla loro fraterna sollecitudine ».

Inoltre, accendendo una candela virtuale, sosterrete automaticamente altre persone bisognose nella comunità Sanctis, dunque il vostro gesto avrà una doppia valenza, potrete chiedere l'intercessione del Santo chiedere protezione, e contestualmente compiere un gesto di solidarietà e carità (elemosina) che non potrà che facilitare il percorso del perdono. Donare infatti equivale ad amare Dio.

Tra gli atti del penitente, la contrizione occupa il primo posto. Essa è « il dolore dell’animo e la riprovazione del peccato commesso, accompagnati dal proposito di non peccare più in avvenire »

La confessione dei peccati (l’accusa), anche da un punto di vista semplicemente umano, ci libera e facilita la nostra riconciliazione con gli altri. Con l’accusa, l’uomo guarda in faccia i peccati di cui si è reso colpevole; se ne assume la responsabilità e, in tal modo, si apre nuovamente a Dio e alla comunione della Chiesa al fine di rendere possibile un nuovo avvenire.

Molti peccati recano offesa al prossimo. Bisogna fare il possibile per riparare (ad esempio restituire cose rubate, ristabilire la reputazione di chi è stato calunniato, risanare le ferite). La semplice giustizia lo esige. Ma, in più, il peccato ferisce e indebolisce il peccatore stesso, come anche le sue relazioni con Dio e con il prossimo. L’assoluzione toglie il peccato, ma non porta rimedio a tutti i disordini che il peccato ha cau-sato. Risollevato dal peccato, il peccatore deve ancora recuperare la piena salute spirituale. Deve dunque fare qualcosa di più per riparare le proprie colpe: deve « soddisfare » in maniera adeguata o « espiare » i suoi peccati. Questa soddisfazione si chiama anche « penitenza ».

Poiché Cristo ha affidato ai suoi Apostoli il ministero della riconciliazione, i Vescovi, loro successori, e i presbiteri, collaboratori dei Vescovi, continuano ad esercitare questo ministero. Infatti sono i Vescovi e i presbiteri che hanno, in virtù del sacramento dell’Ordine, il potere di perdonare tutti i peccati « nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo ».

« La confessione individuale e completa, con la relativa assoluzione, resta l’unico modo ordinario grazie al quale i fedeli si riconciliano con Dio e con la Chiesa, a meno che un’impossibilità fisica o morale non li dispensi da una tale confessione ».94 Ciò non è senza motivazioni profonde. Cristo agisce in ogni sacramento. Si rivolge personalmente a ciascun peccatore: « Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati » (Mc 2,5); è il medico che si china sui singoli malati che hanno bisogno di lui per guarirli; li rialza e li reintegra nella comunione fraterna. La confessione personale è quindi la forma più significativa della riconciliazione con Dio e con la Chiesa.

In conclusione, il perdono non si ottiene con un gesto momentaneo ma con un radicale cambiamento attraverso il sacramento della Penitenza e con la confessione individuale. Nel vostro percorso di riconciliazione con Dio siete invitati non solo a pregare ma anche a occuparvi del prossimo attraverso l'elemosina e la carità. Fatevi aiutare da un Santo nel vostro percorso, consultate "trova il santo che meglio vi può aiutare" al quale potrete dedicare una candela virtuale. Se ne avete la facoltà potete anche scegliere di supportare personalmente un membro bisognoso della comunità, consulta le nostre raccolte fondi ricordando che donare al prossimo ed ai bisognosi equivale ad amare Dio.

Per maggiori informazioni visita la sezione "Pregare" del nostro sito Sanctis.org